Il vero Ragù Bolognese

The Real Bolognese Sauce è un’associazione che per prima si è impegnata a tutelare il vero Ragù bolognese e rendere Patrimonio dell’Unesco l’arte dello sfogliare delle sfogline bolognesi.

Dal ‘500 al XIX secolo

La storia del Ragù

Le tagliatelle di una volta erano insaporite con un condimento tipico, fin dall’epoca medievale consumato come pietanza a sé stante, ossia un gustoso intingolo in cui inzuppare il pane. Era composto di carne di manzo, carne di maiale, lardo, pancetta e rigaglie di pollo. Era il ragù cosiddetto in bianco, ossia senza la conserva di pomodoro.

Per trovare quest’ultima bisogna attendere il definitivo ingresso nell’alimentazione del pomodoro, rimasto in penombra per tre secoli dopo la scoperta dell’America (fino alla fine del ‘700), relegato come curiosità vegetale negli orti botanici.

Dal
'500

A Bologna si mangiano tagliatelle, lasagne, spaghetti conditi con burro e Parmigiano oppure con un ragù bianco di carne.

Anno
1575

Un documento che stabiliva i prezzi del cibo per i pellegrini in viaggio per l'Anno Santo parla di "Minestra di Tagliatelli".

Anno
1586

Nasce il primo pastificio bolognese per limitare l'import da altre regioni d'Italia (principalmente Genova e Puglia).

XVII - XVIII
sec.

Il formato di pasta preferito dai bolognesi sono i vermicelli: in pratica... spaghetti!

XIX
sec.

Dopo 3 secoli dalla scoperta dell'America, entra in scena il pomodoro! E, ovviamente, la salsa.

La ricetta originale

Il Ragù

Ci si svegliava al mattino, non era tutti i giorni…
È sicurezza, è pazienza, è metodo, è un sapore contadino di una tavola che è di ognuno di noi.
Perchè è di tutti, perchè quello di ognuno di noi è meglio di qualsiasi altro, però anche l’altro non è male…
È un modo, è inclusività, è distintività, è Bolognesità.
Noi italiani, che parliamo di cibo anche a tavola e che siamo rappresentati dal cibo e dalla convivialità, sappiamo qual è il modo e lo applichiamo ogni volta che, fuori dal tempo, vogliamo tornare alle nostre origini.

Il Ragù, di tutte le tradizioni, è naturalmente essenza di questo modo e naturalmente, qui e ora, si rappresenta.

Il Festival

Prende vita a Palazzo Re Enzo, nel cuore della città Felsinea, il Festival del Ragù e dei Salsamentari 2018, per celebrare il gusto, la tradizione e per parlare insieme del “dove” e del “come” cambiare per continuare a rappresentarci.

In questa edizione del Festival non sarà solo il gusto a guidare il fruitore nei percorsi che sceglierà, ma sarà la consapevolezza che prende forma attraverso:

  • Corsi di formazione sui mestieri antichi di città
  • Conferenze, incontri, mostre e luoghi come la Mortadelloteca
  • Un vero e proprio Ristorante dei Ragù
  • Le botteghe storiche di Bologna in un vero e proprio mercato dei Salsamentari
  • Percorsi che da Palazzo Re Enzo partono verso una Bologna del gusto nascosta
  • Una notte bianca alla scoperta delle tradizioni del centro storico e dei suoi prodotti